AvvisoRisorsa editoriale indipendente e gratuita · nessun titolo di studio e nessun riconoscimento legale · nessuna garanzia di pubblicazione o di assunzione.
Inchiesta DatiDati pubblici e verifica
Il progetto

Che cosa è Inchiesta Dati, e che cosa non è

Un archivio editoriale gratuito su dati pubblici e verifica, curato da un desk redazionale a Torino. Nessuna iscrizione, nessun titolo, nessuna consulenza: solo materiale scritto per essere controllato da chi legge.

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1. Origine e scopo

Il progetto nasce da un problema pratico: la quantità di dati pubblici disponibili è cresciuta molto più rapidamente della capacità media di leggerli. Un file scaricato da un catalogo comunale, una tavola statistica nazionale e un estratto di registro hanno strutture, definizioni e limiti diversi, e quasi nessuno di questi limiti è scritto nel file. Inchiesta Dati raccoglie in un unico luogo le procedure minime per non sbagliare: come si controlla la struttura di una tabella, come si calcola una quota, come si documenta la provenienza di un’immagine, come si chiede un atto.

Lo scopo è dichiaratamente modesto e verificabile: rendere più difficile pubblicare un numero senza denominatore, una mappa senza margine di errore o una ricostruzione senza registro delle fonti. Non promettiamo scoop, non insegniamo a trovare notizie e non sosteniamo che il metodo garantisca risultati.

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2. Che cosa pubblichiamo

Il sito contiene trenta pagine stabili: quattro dossier metodologici lunghi, dieci schede tematiche, un protocollo redazionale, un elenco terminologico, una raccolta di domande frequenti, le pagine di regole e limiti e le pagine di servizio. Il materiale è pensato come riferimento consultabile, non come flusso di notizie: non ci sono aggiornamenti quotidiani, non c’è una cronaca da seguire e non esiste una scadenza che spinga a pubblicare in fretta.

Tutti i testi sono scritti in italiano, senza traduzione automatica, e usano unità neutre negli esempi: righe, unità statistiche, giorni, punti percentuali. Non compaiono valori monetari, prezzi o listini, perché il sito non tratta materie economiche e non vuole essere confuso con un servizio commerciale.

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3. Che cosa non facciamo

Non siamo una scuola: non esistono iscrizioni, lezioni, esami, valutazioni, attestati o titoli. Nessun contenuto del sito ha riconoscimento legale, vale per un concorso o attribuisce qualifiche professionali. Non siamo un’agenzia di selezione: non raccogliamo candidature, non mettiamo in contatto con redazioni e non promettiamo pubblicazione o assunzione. Non siamo uno studio legale: non forniamo consulenza legale, deontologica o tecnica su casi concreti.

Non svolgiamo lavori su commissione, non accettiamo incarichi di ricerca per conto di terzi e non pubblichiamo dossier su persone identificabili. Non forniamo strumenti operativi, script o servizi di raccolta dati; le tecniche descritte sono spiegate a livello di procedura e restano responsabilità di chi le usa, entro i limiti della legge italiana e del GDPR.

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4. Ruoli del desk

Il materiale è prodotto da un desk redazionale organizzato per funzioni e non per nomi: chi imposta la domanda e reperisce le fonti, chi controlla i calcoli e i denominatori, chi rilegge la forma e i limiti, chi tiene il registro delle rettifiche. Indichiamo i ruoli perché la responsabilità editoriale è del progetto nel suo insieme e perché pubblicare nomi e volti su un sito di riferimento aggiungerebbe una personalizzazione che non serve a chi legge.

Il soggetto giuridico che pubblica è indicato per esteso nella pagina dei contatti, con sede, partita IVA e canali di comunicazione. La responsabilità delle scelte editoriali resta interna e non è condivisa con nessuno dei soggetti pubblici citati nelle schede.

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5. Come è finanziato

Il sito è sostenuto dalla società che lo pubblica. La lettura è gratuita, non esiste area riservata, non vendiamo abbonamenti, materiali, corsi o servizi di consulenza e non chiediamo donazioni. Non ospitiamo pubblicità, non installiamo strumenti di misurazione commerciale e non condividiamo dati con terzi per finalità di marketing.

Non accettiamo compensi, gratuità o forniture in cambio di menzioni. Se in futuro una collaborazione dovesse comportare un rapporto economico con un soggetto citato, la circostanza verrebbe dichiarata nella scheda interessata e nelle norme editoriali, prima della pubblicazione.

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6. Indipendenza dalle fonti citate

Le schede nominano cataloghi, registri e autorità: fra gli altri dati.gov.it per i dati aperti nazionali, ISTAT ed Eurostat per le statistiche ufficiali, il Registro Imprese per le informazioni societarie, il Garante per la protezione dei dati personali come autorità competente in materia di dati. Queste citazioni sono riferimenti pubblici e non implicano alcun rapporto: nessuno di questi soggetti collabora con il progetto, lo autorizza, lo controlla o ne approva i contenuti.

Lo stesso vale per il quadro europeo: quando richiamiamo il GDPR lo facciamo per indicare dove leggere le regole applicabili, non per offrirne un’interpretazione vincolante. Nessuna scheda può essere usata come prova di conformità.

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7. Scelte tecniche

Il sito è volutamente semplice: pagine statiche, un foglio di stile, uno script, grafica vettoriale disegnata a mano. Non carichiamo caratteri esterni, non usiamo reti di distribuzione, non incorporiamo contenuti di terzi e non installiamo pixel o contatori. Nessuna pagina effettua richieste verso servizi esterni: questo riduce la superficie di tracciamento e rende il sito leggibile anche con connessioni lente.

Gli unici elementi interattivi sono due: un calcolatore aritmetico che lavora nel browser senza inviare nulla e il modulo della pagina dei contatti, che usa i campi nativi del browser, non dipende da script e non aggiunge tracciamento. La memoria locale conserva soltanto due informazioni: la conferma di aver letto l’avviso iniziale e la preferenza sulla misurazione statistica, che resta disattivata se non viene autorizzata.

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8. Rapporto con chi legge

Chiediamo un solo atteggiamento: controllare. Ogni scheda indica le fonti e i passaggi in modo che una lettrice o un lettore possa rifare il percorso e, se necessario, contestarlo. Le segnalazioni fondate producono una rettifica visibile; quelle non fondate ricevono una risposta motivata. Non moderiamo commenti perché non ci sono commenti: il confronto passa dai canali indicati nella pagina dei contatti.

Non raccogliamo dati di profilazione e non inviamo comunicazioni promozionali. Chi vuole scriverci può usare il modulo della pagina dei contatti oppure i recapiti pubblicati: il modulo chiede quattro elementi — nome, indirizzo di risposta, percorso della richiesta e testo — e nulla oltre, perché quello che chiediamo è ciò che serve a rispondere. Resta valido l’avvertimento sulla riservatezza: nessuna delle due vie è un canale protetto e il materiale delicato non va inviato.

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9. Perché non compaiono nomi di persone

Le schede indicano ruoli e non nomi. La ragione non è la riservatezza di chi scrive, ma il modo in cui il materiale è costruito: un testo firmato invita a valutare l’autorevolezza della firma, mentre qui l’unica verifica che chiede il testo è il confronto con le fonti citate. Se un passaggio regge solo perché lo dice qualcuno, è scritto male e va riscritto.

Per la stessa ragione non pubblichiamo biografie, curriculum, elenchi di premi o riferimenti a esperienze passate: sarebbero elementi di persuasione e non di prova. La responsabilità legale ed editoriale resta interamente in capo al soggetto che pubblica, identificato con denominazione, sede e partita IVA nella pagina dei contatti, e raggiungibile con i recapiti indicati.

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10. Che cosa consideriamo un errore nostro

Un errore è una differenza fra ciò che la scheda afferma e ciò che la fonte citata dice: un totale che non torna, un denominatore sbagliato, una data di consultazione assente, un riferimento normativo superato, una procedura descritta in un ordine che non corrisponde a quello reale. In questi casi la correzione è dovuta e viene annotata con la data.

Non consideriamo invece errore un giudizio di rilevanza diverso dal nostro, la scelta di trattare un tema e non un altro, o la decisione di non pubblicare un dato personale che qualcuno ritiene di interesse pubblico. Su questi punti rispondiamo spiegando il criterio adottato, che resta quello descritto nelle norme editoriali.

Perimetro in tabella

Quattro confronti utili a collocare il progetto
DomandaInchiesta DatiChe cosa serve invece
Voglio un titolo riconosciutoNon lo rilascia, in nessuna formaPercorsi formali di enti con riconoscimento legale
Voglio un parere su un casoNon fornisce pareri individualiAvvocato, ordine professionale o responsabile dei dati
Voglio che qualcuno faccia la ricercaNon svolge lavori su commissioneProfessionisti o servizi specializzati
Voglio capire come si controlla un numeroÈ esattamente il perimetro del sitoNessun requisito: la lettura è libera

Che cosa puoi aspettarti dal materiale

  • Procedure numerate che si possono ripercorrere senza strumenti a pagamento.
  • Fonti pubbliche nominate per funzione, con l’indicazione di che cosa contengono.
  • Calcoli mostrati per intero, con unità neutre e denominatori espliciti.
  • Limiti dichiarati in ogni scheda, compreso ciò che il dato non può dimostrare.
  • Nessuna promessa di risultato, di pubblicazione o di riconoscimento.