Le norme vincolano la redazione, non chi legge. Nessun organismo esterno ne verifica l’applicazione: sono un impegno pubblico verificabile sui contenuti.
1. Indipendenza
Nessun soggetto esterno decide che cosa pubblichiamo. Non accettiamo pagamenti, gratuità, forniture o inviti in cambio di menzioni, non ospitiamo contenuti redazionali forniti da terzi e non pubblichiamo materiale il cui scopo sia promuovere uno strumento, un servizio o un’organizzazione. Le citazioni di cataloghi e registri pubblici hanno funzione documentale.
L’indipendenza vale anche verso chi legge: non modifichiamo una scheda per compiacere una richiesta e non rimuoviamo contenuti su pressione priva di riferimenti verificabili. La sola ragione per cambiare un testo è un errore dimostrabile o un aggiornamento della fonte.
2. Trasparenza delle fonti
Ogni affermazione che poggia su un documento deve poter essere ricondotta a quel documento: nel testo indichiamo l’ente che lo produce, la natura del materiale, il periodo di riferimento e la data di consultazione. Quando una fonte pubblica ha una nota metodologica, la leggiamo e ne riportiamo i limiti rilevanti invece di usare solo il numero finale.
Se un dato non è verificabile con materiale pubblico, la scheda lo dichiara e resta priva di quella affermazione. Preferiamo un vuoto dichiarato a una ricostruzione plausibile ma non documentata.
3. Uso dei numeri
Le percentuali indicano sempre il denominatore. Le differenze fra quote sono espresse in punti percentuali, distinte dalle variazioni relative. I numeri assoluti piccoli non vengono convertiti in percentuali senza segnalare la fragilità della base. Le medie sono accompagnate da un indicatore di dispersione o dalla mediana quando la distribuzione è sbilanciata. Le stime campionarie riportano il margine di errore.
Gli esempi usano unità neutre: righe, unità statistiche, giorni, punti percentuali. Non compaiono importi o valori monetari. I calcoli sono ripetuti con due strumenti diversi prima della pubblicazione.
4. Linguaggio
Scriviamo in italiano, con paragrafi brevi e periodi lineari. Evitiamo aggettivi che aggiungono enfasi senza aggiungere informazione, superlativi, formule come il migliore o l’unico, e qualsiasi espressione che suggerisca una garanzia di risultato. Non usiamo termini tecnici senza spiegarli almeno una volta e preferiamo la parola comune quando esiste.
Distinguiamo sempre l’osservazione dall’interpretazione: che cosa dice il documento, che cosa se ne può dedurre, che cosa resta ipotesi. Le espressioni che attribuiscono una causa richiedono un fondamento nel materiale, non solo una coincidenza temporale.
5. Tutela delle persone
Non pubblichiamo dossier su persone identificabili e non usiamo esempi costruiti su casi reali riconoscibili. Quando una procedura richiede di lavorare su dati personali, la scheda spiega come ridurre al minimo la raccolta, quando aggregare e quando fermarsi. Le categorie particolari di dati restano fuori dagli esempi.
Il criterio guida è il rapporto fra necessità informativa e danno possibile: se un dettaglio non cambia la comprensione del fenomeno ma può danneggiare una persona, non viene pubblicato. Questo criterio vale anche per il materiale già pubblico.
6. Conflitti di interesse
Chi scrive dichiara internamente qualsiasi rapporto con soggetti citati in una scheda: incarichi, collaborazioni, appartenenze, rapporti di parentela. In presenza di un rapporto rilevante, la scheda passa ad altra persona del desk. Se il rapporto riguarda il progetto nel suo insieme, la circostanza viene dichiarata nella pagina interessata.
Non svolgiamo attività di consulenza, formazione a pagamento o ricerca su commissione per soggetti che potrebbero comparire nelle schede. Questa incompatibilità è strutturale e non dipende da una valutazione caso per caso.
7. Rettifiche
Le segnalazioni vengono registrate con data e contenuto e valutate confrontando la fonte originale. Se l’errore è confermato, correggiamo la scheda e aggiungiamo in coda una nota che indica che cosa è cambiato e quando. Se la segnalazione non è fondata, rispondiamo indicando la fonte utilizzata. Le correzioni di forma non generano nota; quelle su cifre, definizioni o conclusioni sì.
La rettifica non è una concessione: è la condizione perché un archivio di metodo resti utilizzabile. Per questo la procedura è pubblica e i tempi indicativi sono scritti nella pagina contatti.
8. Uso di strumenti automatici
Gli strumenti automatici possono essere usati per compiti meccanici e controllabili: cercare duplicati, uniformare formati, riordinare un elenco, controllare la coerenza di una tabella. Non sono usati per generare affermazioni fattuali, ricostruire fonti, riassumere documenti che non abbiamo letto o produrre testo pubblicato senza verifica umana integrale.
Ogni risultato prodotto da uno strumento automatico viene confrontato con il documento originale prima di entrare in una scheda. La responsabilità del contenuto è sempre della redazione, mai dello strumento.
9. Che cosa non pubblichiamo mai
Alcune categorie di contenuto sono escluse per regola e non per valutazione: elenchi di dati personali estratti da fonti pubbliche e ricomposti in profili, indicazioni operative per superare misure tecniche di protezione, materiale ottenuto con identità ingannevoli, documenti coperti da segreto, immagini che identificano minori o persone in condizioni di vulnerabilità, previsioni su esiti giudiziari in corso.
Non pubblichiamo nemmeno stime nostre presentate come dati: se un numero deriva da un calcolo che abbiamo fatto noi, il testo lo dice, mostra la formula e indica i dati di partenza. La distinzione fra dato rilevato e valore calcolato è sempre esplicita, perché è la prima cosa che una contestazione mette in discussione. Per la stessa ragione non usiamo grafici o mappe come prova di un’affermazione: una rappresentazione visiva accompagna un numero già verificabile nel testo e non lo sostituisce mai.
Elenco di controllo prima della pubblicazione
- Nessuna frase promuove uno strumento, un servizio o un’organizzazione.
- Ogni cifra ha fonte, periodo, unità e denominatore verificabili.
- Osservazione e interpretazione sono distinte nel testo.
- Nessuna persona è identificabile oltre la necessità informativa.
- I limiti della scheda e il rinvio a un professionista qualificato sono presenti.
- Nessuna espressione suggerisce garanzie, titoli o riconoscimenti.