Procedura
Sequenze numerate che si possono ripercorrere: reperire la fonte, registrare la versione, annotare le trasformazioni, ricontrollare i totali.
Inchiesta Dati raccoglie metodo, esempi di calcolo e limiti dichiarati per chi lavora con raccolte di dati aperte, documenti amministrativi e materiale accessibile a tutti. Quattro dossier metodologici, dieci ambiti tematici e un protocollo redazionale scritto per essere controllato.
Lettura libera e gratuita. Nessuna iscrizione, nessun modulo di candidatura, nessun percorso a pagamento: il materiale non produce titoli di studio, attestati validi per concorsi o riconoscimenti legali di alcun tipo.
Ogni scheda spiega un passaggio del lavoro con dati pubblici: che cosa si osserva, con quale procedura, con quale margine di incertezza e in quali casi conviene fermarsi. Il materiale serve a controllare un numero, non a costruire una tesi.
Sequenze numerate che si possono ripercorrere: reperire la fonte, registrare la versione, annotare le trasformazioni, ricontrollare i totali.
Tassi, denominatori, variazioni e incertezza campionaria spiegati con unità neutre: righe, giorni, unità statistiche, punti percentuali.
Cataloghi e registri pubblici citati per nome e per funzione, senza alcuna pretesa di rappresentarli, di essere autorizzati o di parlare a loro nome.
Ogni scheda dichiara che cosa il materiale non può dimostrare e quando serve un professionista qualificato: legale, deontologico o tecnico.
Dalla domanda iniziale al file scaricato, dal controllo di qualità alla frase pubblicabile: dieci passaggi con tabella di controllo e sequenza operativa.
M-02Denominatori, tassi, medie fuorvianti e incertezza campionaria, con il calcolatore di campione e margine di errore incorporato nella pagina.
M-03Come si costruisce e si documenta una catena di riscontri su materiale pubblico, dal primo reperto alla dichiarazione dei limiti.
M-04Registro delle fonti, note di metodo, revisione interna, rettifica e archiviazione: la parte che rende un lavoro difendibile.
I dossier sono pensati per una lettura sequenziale: il primo porta un file dal catalogo alla frase pubblicabile, il secondo controlla l’aritmetica, il terzo costruisce la catena di riscontri su materiale accessibile a tutti, il quarto documenta il lavoro perché possa essere riesaminato da altri mesi dopo.
Come sono organizzati dati.gov.it, i cataloghi regionali e Eurostat, e che cosa cambia fra catalogo, raccolta e singolo file.
A-02Codifiche, separatori, date, unità e duplicati: la parte più lunga del lavoro e la più facile da sbagliare in silenzio.
A-03Medie, mediane, tassi, denominatori e variazioni: le operazioni minime per non far dire a un numero più di quanto contenga.
A-04Scelta del grafico, asse, scala e legenda come decisioni editoriali che possono chiarire o deformare la stessa serie.
A-05Ricerca strutturata su materiale accessibile a tutti, tracciamento delle provenienze e confini legali della raccolta.
A-06Ombre, insegne, vegetazione, cartografia e metadati: come si stabilisce dove è stata scattata un’immagine e con quale margine.
A-07Accesso civico generalizzato, accesso documentale e richieste informali: come si scrive una domanda che ottiene un documento.
A-08Denominazioni, cariche, sedi, quote e titolarità effettiva: ricostruire catene di controllo senza forzare le conclusioni.
A-09Cartelle, versioni, appunti di trasformazione e note di calcolo perché un’altra persona ottenga lo stesso risultato.
A-10Interesse pubblico, minimizzazione, dati particolari e persone identificabili: decidere che cosa non pubblicare.
Ogni testo parte da una domanda circoscritta e da una fonte reperibile. Definiamo l’oggetto, annotiamo la versione del file e la data di consultazione, ripetiamo i calcoli con due strumenti diversi, cerchiamo la spiegazione alternativa più credibile e scriviamo per ultima la frase di sintesi. Quando un passaggio non è verificabile con materiale pubblico, resta fuori dalla scheda oppure viene marcato come non risolto.
Il protocollo descrive anche il ciclo di revisione, la gerarchia delle fonti e la procedura di rettifica: chi segnala un errore ottiene una risposta motivata e, se la segnalazione è fondata, la scheda viene corretta con nota visibile.
Sezioni autonome con titolo, procedura e limiti, così da poter essere citate una per una.
Colonne che mettono a confronto opzioni, requisiti e punti di rottura di un metodo.
Liste di verifica da ripercorrere prima di pubblicare un numero o una mappa.
Formule esplicite e un calcolatore che mostra il margine di errore di una quota.
Non organizziamo lezioni, non seguiamo singoli lavori, non correggiamo elaborati e non rilasciamo attestati. Non esiste un percorso da completare: le schede si leggono nell’ordine che serve.
Il sito è pensato per lettrici e lettori adulti in Italia che incontrano dati pubblici nel lavoro, nello studio o nel dibattito locale: chi scrive per una testata o un blog, chi lavora in associazioni e comitati, chi insegna e chi amministra. Non richiede competenze tecniche avanzate e non presuppone alcun titolo professionale.
Non valutiamo la situazione individuale di chi legge, non forniamo pareri su casi concreti e non sostituiamo il confronto con un avvocato, con l’ordine professionale competente o con un responsabile della protezione dei dati.
Nessun soggetto pubblico o privato paga per comparire in una scheda o per ottenere un trattamento favorevole. Non vendiamo spazi redazionali, non pubblichiamo materiale fornito da terzi come se fosse nostro e non accettiamo compensi per citare un catalogo, un registro o uno strumento.
Le istituzioni nominate nelle schede — fra le altre dati.gov.it, ISTAT, Eurostat, il Registro Imprese e il Garante per la protezione dei dati personali — sono citate come fonti pubbliche o come riferimento normativo. La citazione non implica alcuna collaborazione, autorizzazione, vigilanza o approvazione da parte loro.
No. Non esiste iscrizione, esame, valutazione o certificazione. Il materiale non ha valore legale come titolo di studio e non è un percorso con riconoscimento legale.
Descriviamo soltanto la consultazione di materiale accessibile a tutti e le procedure previste dalla legge, come l’accesso civico generalizzato. Nessuna scheda spiega come aggirare misure di sicurezza o trattare dati personali fuori dalle regole del GDPR: quel confine va rispettato sempre e la responsabilità dell’uso resta di chi agisce.
No. Non seguiamo lavori individuali e non forniamo pareri legali o deontologici su un caso specifico. Accettiamo però segnalazioni di errori nelle nostre schede e le trattiamo secondo la procedura di rettifica.
Inchiesta Dati è una raccolta editoriale gratuita e indipendente su dati pubblici, metodo statistico e verifica delle fonti aperte. Non è una scuola con riconoscimento legale, non rilascia titoli o attestati, non seleziona personale e non promette la pubblicazione di alcun lavoro.
Continuando dichiari di aver letto questi limiti. Il testo completo è nella pagina limiti e responsabilità.